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Il dolore alla spalla

Il Dottor Francesco Franceschi risponde:

Quali sono le patologie più frequenti che riguardano la spalla?
I problemi a carico di questa articolazione si possono dividere in patologie a carico della cuffia dei rotatori, che si manifestano soprattutto con dolore, ed a carico del complesso capsulo-legamentoso, che sono più volgarmente chiamate “spalla che esce”, “lussazione di spalla”.

In che cosa consiste il dolore alla spalla?
Il dolore alla spalla, che per tanto tempo è stato semplicemente denominato periartrite, è la causa di un complesso di fattori che riguardano le strutture interne della spalla.

Quali sono le strutture interne alla spalla?
La spalla, formata dall’unione della scapola e dell’omero, e il braccio vengono tenuti insieme da una capsula, simile ad un manicotto di gomma, rinforzata da legamenti molto robusti. La scapola forma al di sopra della testa dell’omero, che ricorda una sfera, un tetto che può avere una forma più o meno acuta.
In mezzo a queste due strutture ossee scorre un tendine molto importante che si inserisce sull’omero e viene denominato cuffia dei rotatori.

Si può soffrire di problemi alla spalla anche senza un trauma?
Il tendine della cuffia dei rotatori scorre all’interno di uno spazio ristretto che si può restringere ulteriormente sia se la testa dell’omero non è più tenuta in sede da legamenti e muscoli sia se il famoso tetto per un fenomeno dovuto all’invecchiamento diventa appuntito.

Cosa può succedere al tendine della cuffia dei rotatori?
Essendo praticamente compresso fra le strutture, inizialmente si può soltanto infiammare e dar dolore sporadicamente, ma se non si elimina la causa dell’infiammazione, il tendine si può ammalare, addirittura calcificare o rompere, cioè si va incontro alla famosa rottura della cuffia dei rotatori, che può essere poi facilitata da un trauma.

Che tipo di trauma può subire il tendine della cuffia dei rotatori?
A seconda dello stato del tendine il trauma può variare da una apertura improvvisa del braccio, ad uno strappo dovuto ad un cane legato al guinzaglio che vuole inseguire un gatto, alla lussazione della spalla, cioè la fuoriuscita della testa dell’omero dalla cavità articolare che trascina con sè il tendine.

A quale età è più frequente e qual’è la sintomatologia?
Può insorgere già in età giovanile specialmente negli atleti che compiono un gesto ripetitivo con la spalla e quindi logorano le strutture articolari, ma tipicamente interessa le persone dai 40 anni in poi che magari soffrono anche di Diabete. La sintomatologia è il classico dolore localizzato alla spalla che va giù lungo il braccio e si accentua di notte o durante i movimenti di apertura del braccio e rotazione, come ad esempio quando ci si appoggia sul sedile con la mano destra per fare retromarcia.

Come si può prevenire?
Innanzitutto con una diagnosi precoce dell’infiammazione del tendine che avviene sia tramite la visita clinica sia con l’ausilio della risonanza magnetica. In questo caso si potranno infatti mettere in atto esercizi indirizzati a centrare la testa dell’omero all’interno della cavità articolare in modo da non sovraccaricare il tendine.

E se la lesione si è instaurata?
Fortunatamente adesso abbiamo a disposizione l’artroscopia che è una moderna metodica che consente di introdurre una microtelecamera all’interno dell’articolazione, valutare lo stato del tendine, le cause che hanno prodotto la lesione, riparare la lesione stessa e correggere le cause.

Si possono riparare tutti i tipi di lesione in artroscopia e come?
Senza dubbio conoscendo la tecnica è innanzi tutto molto più facile riconoscere la lesione senza aprire l’articolazione in quanto con la telecamera si possono esplorare tutte le zone della spalla anche quelle più nascoste ad occhio nudo. Con l’ausilio poi di microstrumenti e di microscopiche viti associate a robusti fili di sutura, si riancora il tendine rotto all’osso da dove si era staccato.

Quali vantaggi ha l’intervento in artroscopia rispetto a quello a cielo aperto?
Il primo vantaggio è quello di permettere una completa esplorazione dell’articolazione e delle strutture, permettendo di curare anche le eventuali cause della lesione, la riparazione è poi più precisa. Dal punto di vista cosmetico poi, tre, quattro forellini dell’ampiezza di 0.5 mm. sostituiscono una incisione chirurgica anche di dieci cm nei casi più complicati, ma senza dubbio tutto ciò corrisponde ad un decorso post-operatorio quasi per niente doloroso ed ad una riabilitazione davvero semplice.

E’ anche possibile risolvere in artroscopia casi in cui la spalla esce ed è uscita tante volte?
Ormai non ci sono più limiti al trattamento artroscopico e le stesse viti di cui abbiamo già parlato associate ai fili di sutura si possono usare per riattaccare i legamenti rotti e quindi restituire la stabilità all’articolazione.

Non si dovranno poi mai rimuovere le viti?
Non danno mai problemi, tra l’altro da pochi anni utilizzo delle viti particolari che vengono riassorbite dall’organismo dopo aver fatto il loro dovere.

Anche nel caso del trattamento della lussazione di spalla il periodo post-operatorio e la riabilitazione sono così semplificate?
Certo, il dolore post-operatorio è quasi assente e la riabilitazione è molto più rapida. Basta pensare che prima si usava applicare il classico gesso al paziente dopo l’intervento, mentre adesso facciamo indossare un tutore per circa 15-20 giorni con il quale il paziente si potrà lavare e compiere parecchie attività quotidiane.

L’intervento richiede ricovero?
Solo in casi di persone che abbiano patologie cardiovascolari o respiratorie associate è consigliabile il ricovero di una notte dopo l’intervento, infatti si opera quasi sempre in anestesia locale.

Quali sono i casi in cui l artroscopia non è sufficiente?
Nei casi in cui la spalla è deformata da esiti di frattura od artrosi o con lesione cronica e non operabile della cuffia dei rotatori. Anche in questi casi la ricerca ha fatto dei passi da gigante sviluppando delle protesi mini-invasive che permettono con delle mini-incisioni di sostituire l’articolazione danneggiata e far tornare il paziente ad una vita normale.

PROFILO PROFESSIONALE DOTT. FRANCESCO FRANCESCHI
Specialista in ortopedia e traumatologia, si è da sempre dedicato al trattamento artroscopico e mini-invasivo di tutte le patologie articolari con particolare riferimento al ginocchio, alla spalla senza trascurare anca, caviglia e gomito.
E’ esperto delle più moderne tecniche di chirurgia artroscopica e di sostituzione protesica.
E’ Ricercatore e Docente di Chirurgia Artroscopica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Per ulteriori informazioni visitare il sito www.francescofranceschi.com