THE REFRACTOR

Salute e prevenzione in oftalmologia

Articolo del Prof. Alessandro Mutolo

Analogamente a quanto accade negli altri campi della Medicina, anche in Oftalmologia molte forme patologiche si raggruppano in maniera caratteristica in rapporto alle varie fasce d’età.
Riteniamo estremamente utile avere nozione dei caratteri principali di tali malattie e dell’età in cui esse si manifestano con più frequenza.
ALLA NASCITA
Alcune malattie che colpiscono la madre nel periodo della gestazione, oppure dei difetti genetici espressi ereditariamente possono purtroppo esitare in danni dell’apparato oculare fetale. Questi sono identificabili già nei primi giorni di vita, con grande vantaggio per il futuro recupero funzionale. I più comuni sono:
Malformazioni di vario genere
Cataratta congenita
Ptosi congenita: alterazione della motilità di una palpebra che rimane abbassata anche fino a coprire completamente il foro pupillare ostacolando la visione normale.
Glaucoma congenito: l’umor acqueo non riesce a defluire normalmente dal bulbo causando un aumento della tensione intraoculare e lo sfiancamento della parete con aumento notevole delle dimensioni dell’occhio (buftalmo) e grave danno delle fibre del nervo ottico.
Un esame specialistico accurato è quindi indispensabile in questa fase per verificare la regolarità anatomica dell’apparato oculare e la presenza dei normali riflessi attestanti l’integrità delle vie nervose di trasmissione fra l’encefalo e bulbi oculari.

ETA’ NEONATALE
Nel corso del primo semestre o anno di vita si possono manifestare dei problemi a carico delle vie lacrimali: un canale lacrimale, di per se molto sottile di calibro, a causa delle dimensioni e della conformazione tipica del viso di un bambino di quest’età, può lasciar passare il liquido lacrimale con estrema difficoltà causando ristagno e lacrimazione e favorendo l’instaurarsi di un’infezione acuta. Ciò va verificato e trattato in maniera adeguata con sollecitudine perché se si supera l’anno di vita la condizione può divenire irreversibile tanto da richiedere un intervento chirurgico.
L’altra eventualità, di maggiore importanza, da verificare in questo periodo, nei nati prima del termine della gestazione, tenuti in incubatrice e ai quali è stato somministrato ossigeno, è il presentarsi di alterazioni retiniche che caratterizzano la cosiddetta “Retinopatia dei prematuri” e che possono esitare in danni gravi, fino alla cecità. Un controllo periodico del fondo oculare in neonati che presentino tali caratteristiche è d’obbligo durante tutto questo periodo. L’esame del fondo è essenziale in tal fase, anche per escludere danni corioretinici in bimbi nati da madri affette da toxoplasmosi.

PRIMA INFANZIA ED ETA’ SCOLARE
E’ questa l’epoca in cui i bimbi si interessano sempre più attivamente a ciò che li circonda e, stimolati dall’ambiente, imparano a coordinare i loro movimenti. I riflessi neuromotori si perfezionano e le loro risposte sono man mano più precise e rapide.
Ma il nostro cervello è un cervello soprattutto visivo. Durante tale importante fase di crescita e sviluppo è essenziale che gli stimoli visivi giungano alla retina e da qui alle regioni competenti dell’encefalo in maniera corretta. E’ il momento in cui vegliare sulla presenza di eventuali difetti di refrazione: Miopia, Ipermetropia, Astigmatismo, vanno individuati e corretti, se necessario, al più presto possibile onde mettere il bambini nelle condizioni ottimali e prevenire l’instaurarsi di una eventuale Ambliopia, condizione in cui un occhio è incapace di inviare al cervello un’immagine nitida, anche se perfettamente sano solo perché, a causa di un difetto della vista non diagnosticato e trattato in tempo, non è stato impiegato come il controlaterale, per un periodo abbastanza lungo.
Altro capitolo importante da considerare in questo periodo è quello degli Strabismi.
Per molte ragioni questa è una patologia che sta diminuendo di frequenza. Inoltre l’attuale tendenza fa ridurre molto il numero dei casi che necessita di una correzione chirurgica. La correzione ottica, il trattamento ortottico ed un’aperta e consapevole assistenza faranno il resto. Non si deve mai pensare che un bambino sia troppo piccolo per essere visitato. Quando un difetto è ormai radicato sarà più difficile tornare ad una condizione normale ed un recupero totale sarà spesso impossibile.
DAI 20 AI 40 ANNI
In questo periodo si ha la maggiore incidenza di traumi oculari. Inoltre per le donne è il momento della maternità.
La conoscenza delle condizioni della retina è di grande importanza al momento di intraprendere una qualunque attività sportiva. In particolare i miopi e tutti coloro che risulteranno affetti da forme degenerative retiniche dovranno fare, in alcuni casi, scelte oculate, anche per l’attività lavorativa al fine di ridurre il rischio di esposizione a colpi, sforzi fisici esagerati, variazioni brusche della temperatura ed in genere a stress eccessivo.
Una maternità ben condotta non espone ad alcun rischio l’apparato oculare ma anche qui l’esame del fondo oculare fornirà dei dati molto importanti circa la presenza di eventuali alterazioni che pongono limiti nell’allattamento oppure nei casi di ipertensione arteriosa o di eclampsia, sulle condizioni del nervo ottico e dell’organismo in generale.
Ancora, con lo sviluppo e la divulgazione della chirurgia refrattiva, l’esecuzione di questo tipo d’intervento è molto aumentata, proprio in questa fascia d’età. Sono molte le persone che per esigenze funzionali, lavorative, sportive o estetiche chiedono che venga eliminato il proprio difetto di vista e quindi la necessità di portare occhiali o lenti a contatto.
DAI 40 ANNI IN POI
Si entra ora in una fase della vita in cui l’incidenza di molte malattie aumenta in maniera statisticamente significativa. Ciò rende necessario lo screening per queste forme patologiche. In Oftalmologia questo è importante per il glaucoma che colpisce il 2% della popolazione oltre i 40 anni e per le malattie degenerative della retina.
I pazienti diabetici, in costante aumento, vanno sottoposti comunque a controllo periodico in quanto portatori di una malattia che può colpire ogni singolo componente dell’apparato oculare causando cataratta, glaucoma e soprattutto la temibile “retinopatia diabetica”. Una delle principali cause di cecità esistenti.
Con l’avanzare degli anni ancora, aumenta la patologia vascolare e quindi i riflessi di essa sulla circolazione corioretinica: Retinopatia ipertensiva, aterosclerosi, occlusioni arteriose e venose, vasculiti assumono maggiore frequenza. Va ovviamente menzionata inoltre, la cataratta, il fatto patologico più frequente nell’età senile, che tutti conoscono. Per essa non si conosce a tutt’oggi alcuna forma di prevenzione o di terapia medica, ma in questo campo la chirurgia ha fatto e farà ancora dei passi enormi, dando un ottimo recupero funzionale con una grande sicurezza.
Citiamo per finire il Distacco di Retina, serio evento che si verifica troppo spesso per la mancanza dei periodici controlli agli intervalli suggeriti. La retina, sottile membrana di tessuto nervoso che riveste dall’interno il bulbo oculare costituendo la pellicola sulla quale si impressionano le immagini che vediamo, per la presenza di alterazioni degenerative non identificate per tempo, va soggetta alla formazione di fori e rotture che ne provocano il sollevamento dalla sua sede normale. Bisogna intervenire rapidamente per ripristinare la normalità anatomica e funzionale che va altrimenti perduta.
In linea con quanto già espresso nella propria Carta dei Servizi,il Rome American Hospital si è posto come obiettivo,per la tutela della salute Oftalmologica dei propri pazienti,il raggiungimento di un alto livello di efficienza nella diagnosi di ognuna delle forme di patologia sopra elencate,attraverso precisi protocolli e programmi di screening ad opera del proprio servizio di oftalmologia. Adeguati controlli ed approfondimenti dia gnostici preludono poi ,in caso di necessità,alle forme di terapia medica,fisica e chirurgica più attuali che chiudono il cerchio di una “protezione globale” dell’ individuo ad oggi
perseguibile.

Prof. Alessandro Mutolo
Sezione di Oculistica
Rome American Hospital


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