caso clinico 1

Il trattamento delle carcinosi peritoneali

IL TRATTAMENTO DELLE CARCINOSI PERITONEALI (CP) CON PERITONECTOMIA E CHEMIOTERAPIA IPERTERMICA INTRAOPERATORIA (CIIP)

Un articolo del Prof. Carlo Eugenio Vitelli
Primario Unità Complessa di Chirurgia 1°
A.O. San Giovanni Addolorata Roma

Tradizionalmente la carcinosi peritoneale (CP) o estensione a tutto l’addome di un tumore primitivo ovarico, colon rettale, gastrico o appendicolare viene, ancora oggi, considerato come evento terminale al punto da limitare gli interventi terapeutici alla mera palliazione.

Frequentemente i trattamenti intrapresi in questi pazienti hanno il solo scopo di limitare il dolore e ridurre l’ascite (accumulo di liquido dentro la cavità addominale) e di supporto. Questo e’ soprattutto il caso nei tumori di origine gastrica, colon rettale e appendicolare (pseudomixoma peritoneii) mentre la chemioterapia sistemica per il carcinoma ovarico può dare remissioni anche prolungate nel tempo e rimane il trattamento standard.
L’incidenza di CP nei vari tumori è varia oscillando tra il 50% e il 10% a seconda dell’origine del tumore ( più frequente per l’ovaio e meno frequente per gli altri tipi di tumore). Oggi disponiamo, in pazienti adeguatamente selezionati, di una nuova forma di trattamento oncologico integrato che,seppur sperimentale, sta prendendo sempre più popolarità tra i chirughi oncologi. La peritonectomia (asportazione della membrana che avvolge i visceri addominali) associata a chemioterapia ipertermica intraoperatoria (CIIP).

Si tratta di un trattamento combinato chirurgico: peritonectomia, intervento volto all’asportazione di tutto il tumore visibile all’interno dell’addome, associato ad un trattamento chemioterapico attraverso un bagno di farmaco chemioterapico riscaldato posto direttamente a contatto con la cavità peritoneale eseguito ad addome aperto, durante lo stesso intervento chirurgico, della durata di circa 60-90 minuti.

Il trattamento viene poi seguito da un trattamento chemioterapico standard a distanza dall’intervento chirurgico che può essere eseguito per via combinata sia sistemica (endovenosa) che locale (attraverso un port che libera la sostanza direttamente in addome). Con questo tipo di trattamento è possibile avere delle remissioni a lungo termine e, in casi come il tumore dell’appendice dell’ovaio e del colon, addirittura delle guarigioni.

Il trattamento chirurgico è particolarmente invasivo e richiede una accurata selezione dei pazienti. Esso deve essere sempre seguito da un soggiorno in terapia intensiva più o meno lungo a seconda della tipologia di intervento eseguito.Il razionale di un simile intervento, che ricordiamo è ancora sperimentale, è quello di portare direttamente a contatto il farmaco chemioterapico con il tumore subito dopo che questo è stato asportato chirurgicamente e non, come normalmente avviene, di aspettare circa un mese dopo l’intervento chirurgico prima di iniziare un trattamento fatto per via endovenosa e quindi con una tossicità maggiore sperando che il farmaco raggiunga la sede dove era stato asportato.

L’associazione con l’ipertermia a 41,5*C permette inoltre di aumentare l’efficacia del farmaco utilizzato per il bagno intraoperatorio. La degenza media dei pazienti sottoposti a questi trattamenti e’ sicuramente più lunga del normale e si aggira sulle due settimane. Inoltre questi pazienti hanno un tasso di complicazioni maggiore dei pazienti trattati per via tradizionale.
Con questo tipo di trattamento che ormai eseguiamo da circa 10 anni abbiamo avuto delle guarigioni a lungo termine (> 8 anni per pazienti con carcinosi peritoneale da colon e ovaio) con una mortalità operatoria pari allo 0%. Il tasso di complicanze maggiori riscontrato si aggira attorno al 45% su 34 pazienti sottoposti a questo tipo di trattamenti. L’intervento viene quindi proposto ai pazienti con tumori ovarici avanzati, pazienti con tumori colici appendicolari alcuni pazienti con tumori gastrici e alcune rare forme di tumore come il mesotelioma peritoneale.
Il trattamento è fattibile solamente in strutture che dispongano delle adeguate attrezzature sia intraoperatorie che postoperatorie come la terapia intensiva e da equipe di medici e chirurghi dedicati come sono presenti al Rome American Hospital dove abbiamo trattato con successo pazienti con mesoteliomi pleurici e carcinosi peritoneali da carcinoma gastrico ovarico e colo rettale.


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