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La Medicina Nucleare: un valido mezzo della moderna medicina per la diagnosi e la cura

La Medicina Nucleare è una branca specialistica della diagnostica per immagini che utilizza a scopo diagnostico e terapeutico piccole quantità di radiazioni emesse da nuclei di isotopi radioattivi prodotti artificialmente dei quali il più usato è il Tecnezio 99m.

Questi radionuclidi vengono coniugati con farmaci che introdotti nell’organismo si comportano come traccianti funzionali consentendo di studiarne i processi metabolici mediante delle apparecchiature (gamma camere) che registrano le radiazioni emesse dal Paziente al quale è stato somministrato il radiofarmaco e le traducono in una immagine. Le immagini (scintigrafie) esprimono la distribuzione spaziale o temporale del radiofarmaco e sono rappresentabili anche in termini numerici, consentendo di ottenere dati semiquantitativi o quantitativi.

Il tracciante è quasi sempre somministrato per via endovenosa e la durata dell’esame varia da pochi minuti ad alcune ore. Diversi esami iniziano direttamente con la somministrazione del radiofarmaco (esami dinamici) altri dopo pochi minuti.

La Medicina Nucleare è in grado di rispondere a numerosi quesiti diagnostici e pertanto è un valido aiuto alla medicina generale per una corretta diagnosi, terapia e follow-up.


Esistono numerosi tipi di esami scintigrafici.
I più diffusi sono:
- SCINTIGRAFIA OSSEA TOTAL-BODY: con la quale è possibile ottenere numerose informazioni sulle malattie benigne e maligne dell’apparato scheletrico;
- SCINTIGRAFIA TIROIDEA: che consente di identificare il funzionamento della ghiandola, localizzare anomalie quali noduli o infiammazioni;
- SCINTIGRAFIA RENALE SEQUENZIALE: che consente la valutazione della funzionalità renale globale (GFR) e separata per ciascun rene e le vie di eliminazione urinaria. A seconda del quesito clinico è possibile integrare l’esame con somministrazione di diuretico (Test al Lasix, test al Captopril);
TOMOSCINTIGRAFIA MIOCARDICA: è una tecnica di imaging consolidata per il clinico, capace di fornire routinariamente informazioni di perfusione e funzione cardiaca utili ai fini diagnostici e prognostici. Infatti, con l’attuale impiego dei traccianti tecneziati, alla valutazione della perfusione miocardica segmentaria si è aggiunta la possibilità di studiare anche la funzione contrattile regionale e globale, basandosi sulla acquisizione.

Per gentile concessione della rivista QUAS (Cassa Nazionale Assistenza Quadri) e degli autori.

Dott.ssa Roberta Danieli – Policlinico Universitario Tor Vergata PTV


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