malattia_varicosa

La malattia varicosa degli arti inferiori

Per gentile concessione della rivista QUAS (Cassa Nazionale Assistenza Quadri) e dell’autore

In estate ho le gambe gonfie, calde e mi fanno male.
Ho grosse vene sulle gambe ma non ho particolare dolore.
Ho molti capillari sono pericolosi?
Dopo un intervento alcune varici sono tornate.

Queste sono alcune questioni che nella pratica clinica di specialista in chirurgia vascolare mi vengono poste di frequente e derivano da una non precisa conoscenza della malattia varicosa (o varici), che consiste fondamentalmente nella dilatazione delle ve ne delle gambe.

Nelle vene sane il sangue scorre dal basso verso l‘alto in senso unidirezionale, grazie ad apposite valvole, che non ne consentono il reflusso sotto l’azione della forza della gravità. Questa evenienza è maggiormente evidente nell’uomo rispetto agli altri animali per la stazione eretta.

Nella malattia varicosa, condizione cronica che riguarda tutto il sistema venoso sia superficiale che profonda, il sangue invece refluisce in senso contrario e cioe verso i piedi. La sintomatolo gia è caratterizzata da sen so di pesantezza o di irre quietezza, crampi, bruciore o gonfiore delle gambe malate.
Le varici si formano per una debolezza congenita della vena. Questa debolezza e in genere ereditaria: e infatti frequente trovare un familiare con la stessa malattia, ma anche dalle condizioni di vita, sedentarietà, obesità.

I cosiddetti “capillari” (o “teleangectasie”, come più correttamente si dovrebbe dire) sono di latazioni di alcune pic cole vene visibili sulla pelle delle gambe. Questi non rappresenta no solo un difetto estetico ma possono essere il segno di un’insufficienza venosa negli stadi iniziali e la sintomatologia è aratterizzata da senso di irrequietezza delle gambe (la cosiddetta “sindro me delle gambe senza ri poso”). La presenza di capillari visibili sulle gambe può essere espressione
di una malattia.

Il trattamento dei capillari elimina la malattia che progressivamente ne formerà di nuovi. Per mantenere le gambe a posto dopo la terapia sono, in genere, necessarie solo poche sedute all’an no (a volte una sola) di mantenimento. In questo modo le gambe avranno un buon aspetto e si elimineranno i nuovi capillari che, comunque, si sarebbero formati. La medicina di oggi consente di trattare con successo la maggior parte delle malattie delle vene.
Prima di tutto per effettuare una corretta diagnosi è essenziale eseguire un esa me ecografico: l’ecodoppler o l’ecocolor-doppler (indolore ed innocuo). Questi esami permettono allo specialista di studiare la morfologia delle vene e come il sangue scorre al loro interno (emodinamica). Oggi si possono trattare con successo la maggior parte delle malattie delle vene.

I principali metodi di trattamento sono tre:
• la terapia conservativa
• la terapia sclerosante
• la chirurgia
Con il termine di “terapia conservativa” vengono indicati i farmaci, le calze elastiche e la riabilitazione vascolare.

I farmaci sono utilissimi per combattere i disturbi e le cornplicanze delle varici ma non sono in grado di far regredire una vena varicosa. Le calze elastiche sono uno dei mezzi pia efficaci per combattere i sintomi (in particola re il gonfiore). Per migliorare it comfort del Paziente la calza elastica deve essere prescritta dal medico che deve prendere con cura la misura.

Per riabilitazione vascolare s’intende il drenaggio linfatico manuale secondo Leduc (una forma di fisioterapia eseguita da personale specializzato) e la pressoterapia sequenziale. Queste manovre spingono verso il cuore la linfa che ristagna nella gamba con la riduzione dell’edema e della sintomatologia. Entrambe sono utilissime nei casi nei quali prevalgono il gonfiore o le alterazioni della cute.

La terapia sclerosante (o scleroterapia) e l’iniezione, in una vena malata, di una piccola quantita di un farmaco che la neutralizza trasformandola un in cordoncino fibroso. Quest’ultimo scompare dopo un po’ di tempo, come una cicatrice.
In questo modo il sangue viene deviato nel le vene sane con un sensibile miglioramento della circolazione. Tale terapia non è in genere dolorosa. Nei giorni successivi e possibile notare un lieve arrossamento o un livido nella sede delle punture. Questi scompaiono in poco tempo senza bisogno di particolari terapie.
I vantaggi della terapia sclerosante sono:
– che può essere eseguita in ambulatorio;
– che permette al Paziente di mantenere le sue normali abitudini di vita
– consente di continuare a lavorare da subito dopo la terapia.

Per il trattamento delle varici più grosse e oggi possibile effettuare la terapia sclerosante sotto la guida di un Ecocolordoppler (ecosclerosi).

Oggi, la terapia chirurgica delle varici, si è notevolmente perfezionata rispetto a quella praticata in passato. Una volta prima l’intervento si effettuava un ricovero di molti gior ni e un’anestesia generale o lombare con una degenza successiva di alcuni giorni per la riabilitazione. Oggi e possibile ef fettuare l’intervento in anestesia locale (ottenuta con una iniezione alla radice della coscia), riprendendo a camminare solo dopo poche ore.

La dimissione avviene dopo circa un’ora dall’intervento. Nei giorni successivi il Paziente potrà camminare e, se necessario, potrà tor nare al lavoro anche il giorno seguente (anche se con le necessarie precauzioni). L’operazione consiste nella rimozione (stripping) delle sole vene malate, cercando di risparmiare il piu possibile le vene sane. In genere sono necessarie solo due incisioni, alle quali si associano dei piccoli buchi (di circa 1 mm.) dai quali si asportano le varici collaterali. Di norma non si utilizzano i punti di sutura, ma solo una colla e dei cerotti che si rimuovono dopo circa 7/10 giorni. Non in tutti i casi comunque l’intervento può essere effettuato in anestesia locale, e lo specialista chirurgo vascolare consiglierà la tecnica più idonea. Le vene varicose sono soggette a nume rose complicazioni.

Non è infatti corretto pensare che una varice, presente da molto tempo e che non ha mai dato problemi sia al riparo da complicanze che consistono:
– l’emorragia varicosa (con sanguinamento spesso abbondante)
– l’ipodermite (infiammazione e indurimento della pelle delle gambe)
– l’ulcera venosa
– la flebite superficiale (formazione di un coagulo in una vena superficiale)
– la flebite profonda (coaguli in una vena profonda) la forma più pericolosa per la possibilità di provocare una embolia polmonare, che a volte è mortale.
I progressi della medicina permettono oggi di curare le varici con rischi bassi.

E’ importante ricordare che i rischi di ognuna di queste terapie sono bassi e in genere inferiori al rischio che si corre con una cronicizzazione della vena varicosa. La terapia con farmaci o con calze elastiche possono migliorare i sintomi e rallentare il decorso ma non sono in grado di evitare le complicazioni descritte della malattia varicosa.

Dott. Enzo Liquori
Primario Chirurgo Vascolare
Libero Professionistra presso Centro Diagnostico Pigafetta


Leggi tutte le news