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La Disfagia – Cos’è e come si cura

A cura del Dott. Carlo Badaracco – Specialista in ORL e Audiologia – Rome America Hospital

La deglutizione e le sue alterazioni hanno avuto una particolare attenzione solo da poco più di un decennio, cioè da quando grazie a nuovi strumenti diagnostici (fibroendoscopia), è stato possibile documentare la fisiologia di questa complessa funzione.

In particolare si è potuto evidenziare come le turbe della deglutizione, con il meccanismo delle aspirazioni tracheobronchiali e le broncopolmoniti ab ingestis possono condurre a morte un numero particolarmente alto di pazienti.

Fisiologia della Deglutizione Normale

La deglutizione è generalmente definita come il meccanismo che consente la propulsione del cibo dalla bocca allo stomaco in modo sicuro ed efficace. La deglutizione normale implica la partecipazione coordinata e sincronizzata della muscolatura orofaringea, laringea ed esofagea. La deglutizione del bolo alimentare avviene circa 150 volte nelle 24 ore mentre la deglutizione inconscia della saliva si verifica ogni 30 secondi durante la veglia e ogni minuto nel sonno: vale a dire circa 1600-2000 volte nelle 24 ore.

Si distinguono generalmente 4 fasi principali nel meccanismo della deglutizione:

Fase orale preparatoria: E’ una fase volontaria. Il cibo solido e liquido viene manipolato per formare il bolo. Durante questa fase, il bolo è posizionato tra lingua e palato duro, il palato molle è abbassato per impedire che il bolo sfugga in faringe. Le vie aeree sono aperte.
Fase orale: E’ una fase volontaria. Il palato molle è alzato e il cibo viene spinto verso la faringe da movimenti peristaltici. Avviene la simultanea chiusura del naso-faringe
Fase faringea: E’ una fase volontaria ed involontaria. Il bolo viene trasportato attraverso la faringe posteriore. La laringe è chiusa a proteggere le vie aeree e si apre lo sfintere esofageo superiore.
Fase esofagea: E’ una fase involontaria. Segue ad ogni fase faringea. Il bolo è trasportato nello stomaco da movimenti peristaltici

La Disfagia

Con il termine disfagia ci si riferisce a qualsiasi disagio nel deglutire o a qualsiasi disfunzione deglutitoria rilevabile direttamente o indirettamente per le sue conseguenze. E’ una condizione potenzialmente mortale che può emergere da una molteplicità di patologie, tra cui quelle neurologiche. Il disturbo della deglutizione può essere presente in tutte le fasi del processo, pertanto può compromettere la masticazione, i movimenti della lingua, il riflesso di deglutizione (ritardato o debole), la chiusura glottica (parziale o nulla), la presenza di residui nel canale orofaringeo, ecc.

Il passaggio del cibo nelle vie aeree (aspirazione) si può manifestare: in modo evidente con senso di soffocamento, tosse insistente, comparsa di colorito rosso o cianotico al volto; in modo più silente con il passaggio di piccole quantità di alimenti nei bronchi, il più delle volte non avvertito neppure dal paziente, pertanto sintomi che devono indurre il sospetto sono:
• la comparsa di alcuni colpi di tosse involontaria entro 2-3 minuti dalla deglutizione di un boccone;
• la comparsa di voce velata o gorgogliante dopo la deglutizione del boccone;
• la fuoriuscita di liquidi o di cibo dal naso;
• la presenza di un rialzo termico senza cause evidenti;
• l’aumento di salivazione;
• la presenza di catarro

Cause di Disfagia

Disfagia orale: sono presenti disturbi della 1ª o 2ª fase della deglutizione. Ciò si verifica, per esempio, nella paralisi del nervo facciale, nelle palato e labioschisi,in seguito ad interventi chirurgici demolitivi, radioterapie riguardanti, in qualche modo la bocca.
Disfagia faringea: vi è un disturbo a livello della 3ª fase della deglutizione. Ciò si verifica nell’80% a causa di malattie neurologiche ed il 20% in seguito ad interventi chirurgici.
Disfagia esofagea: vi è un disturbo a livello della 4ª fase della deglutizione. Si verifica a causa della presenza di diverticoli nell’esofago, per compressione da parte di un grosso gozzo tiroideo, per malattie neurologiche o in seguito ad interventi chirurgici

VALUTAZIONE ENDOSCOPICA DELLA DEGLUTIZIONE CON FIBRA OTTICA FLESSIBILE

La valutazione endoscopica della deglutizione (FEES) viene impiegata per definire le alterazioni strutturali e funzionali degli organi coinvolti, le abilità deglutitorie, l’adeguata protezione delle basse vie aeree, gli effetti di modificazioni delle caratteristiche reologiche (temperatura, omogeneità, viscosità) del bolo sulla deglutizione e la valenza terapeutica di manovre protettive e posturali facilitanti.
Il test viene eseguito mediante una sottile fibra ottica che tramite le fosse nasali raggiunge la laringe. La fibra è collegata ad una telecamera che consente la visualizzazione delle immagini su di un monitor e la loro eventuale registrazione.

L’esame viene eseguito prima senza assunzioni di boli alimentari quindi facendo deglutire al paziente prima dei piccoli boli secondo una precisa sequenza in quantità e consistenze diverse (solidi, liquidi, semisolidi, semiliquidi). L’analisi diretta del meccanismo della deglutizione consente di arrivare ad una precisa diagnosi del disturbo disfagico e della fase interessata. La FEES ripetuta nel corso del trattamento permette di effettuare il monitoraggio obiettivo dei sintomi della disfagia ed il tempestivo cambio di dieta e/o strategia terapeutica per la prosecuzione sicura dell’alimentazione per bocca ed il mantenimento di un’ottimale qualità di vita.

TERAPIA

I criteri fondamentali per decidere se alimentare oralmente il paziente sono lo stato di coscienza, la gravità della disfagia e la presenza di malnutrizione. La valutazione clinica e strumentale, seguite dalla riabilitazione sono ormai da considerarsi come metodiche assolutamente necessarie all’interno di un progetto diagnostico-riabilitativo.
Sulla base di quanto osservato, se necessario, viene impostato un piano di trattamento composto da:

– tecniche di compensazione
– modificazione metodo, sequenza e frequenza nella presentazione del cibo
– modificazione volume, consistenza e viscosità del cibo
– modificazioni nel comportamento
– manovre di deglutizione
– tecniche di stimolazione sensoriale
– esercizi per aumentare la contrazione delle masse muscolari
– il counseling con i familiari (ed altri eventuali care-givers) per l’apprendimento di determinate accortezze da seguire al momento del pasto.


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