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Anche quest’anno… a dieta!!!

Per gentile concessione della rivista QUAS (Cassa Nazionale Assistenza Quadri) e degli autori.

Il Prof. Franco Fraioli collabora con il Centro di Eccellenza per la Cura dell’Obesità del Rome American Hospital.

 

L’articolo che segue è stato già pubblicato nel 2004 su questa rivista. Nel rileggerlo mi sono reso contodi quanto poco sia cambiato in questo campo in questi 7 anni passati, per cui con gli opportuni cambiamenti ed aggiornamenti, ho pensato di riproporlo considerandolo estremamente attuale specie in questo periodo dell’anno.

L’articolo è dedicato a chi è in sovrappeso e non obeso. La vera obesità è oggi considerata una condizione praticamente incurabile e comunque la cui soluzione non passa per diete o consigli ma attraverso un complesso percorso polispecialistico in cui collaborano internisti, endocrinologi, nutrizionisti, psichiatri, psicologi, cardiologi e chirurghi.Ai primi sentori di primavera si ricomincia a parlare di dieta. La visione fuggevole del guardaroba estivo rimette in moto i “buoni propositi” ed è il momento in cui si propone lo stesso quesito…”che dieta faccio..? È il momento di fulgore per dietologi, riviste mediche e non, estetisti.. persone ben informate… ciarlatani,maghi.. e via discorrendo. Il business del grasso si mette in movimento…come la vendita dei panettoni a Natale o delle colombe a Pasqua.

Non è roba da scherzarci…eppure la revisione critica di quanto nei paesi occidentali sia legato al business basato sulla voglia o sulla necessità di dimagrire è tanto raccapricciante da avere indotto gli organi di controllo sanitari come l’OMS a diramare inviti ed avvertenze ai governi membri per una maggior sorveglianza su questi fenomeni.Il panorama delle diete attuali propone i divieti più strampalati (ho sottomano un articolo in cui si vieta di mangiare la verdura insieme alla frutta) altri autori che mi pare abbiano scritto dei libri pieni di ovvietà (evitate i grassi, mangiate molte fibre, poco vino e poco cioccolato…) spesso vediamo sulle nostre strade inviti a fare diete esoteriche, al melone, al peperoncino …. leggiamo riviste che predicano ovvietà puerili del genere … se non mangi non ingrassi (bella notizia!!) fino ad arrivare all’analisi della compatibilità del nostro corpo con un determinato cibo dichiarandolo per sempre incompatibile e generando mostruosi sensi di colpa per avere per anni mangiato cibi a cui si era … allergici!!!! Tutto ciò non ha alcun fondamento scientifico.

L’obesità è una malattia vera e propria, purtroppo spesso incurabile e la dieta dimagrante è spesso la vera responsabile dell’istaurarsidi essa. L’obesità è infatti sempre la risultante di tante diete dimagranti attraverso “l’escalation” delfamoso effetto Yo-Yo in cui ogni dieta fa dimagrire e poi ingrassare nuovamente sempre un po’ più di quanto non si era partiti.Ma tranquillizzatevi … stiamo parlando di obesità … quella vera non del soprappeso che ci fa diventare un po’ stretto il costume da bagno o ci vede protagonisti di un po’ di ciccia in più. Non stiamo parlando delle “taglie forti”. Il soprappeso e l’obesità rappresentano una profonda alterazione radicata nei sistemi biologici e nella vita di relazione. Dipendono da fattori genetici e da fattori ambientali. Il bilancio energetico positivo (da metabolismo che accumula calorie), l’assetto neuro-endocrino, la costituzione, l’aumentatoconsumo di cibo, la ridotta attività fisica, la reattività individuale all’ambiente determinano il soprappeso el’obesità. A causa del soprappeso e dell’obesità aumentano sia il rischio di morbilità per determinate malattie, sia il rischio relativo di mortalità.

Nel 30% dei casi l’obesità si accompagna a disturbi del comportamento alimentare. Il comportamento alimentare è complesso e dipendente da molti fattori : impulsi olfattivi; impulsi visivi; fattori emozionali; fattori cognitivi. La decisione se mangiare o no derivada segnali neurochimici ed i centri integratori cerebrali bilanciano questi input.Nulla è scientificamente cambiato negli ultimi anni rispetto a questa definizione. Tuttavia qualcosa di nuovo c’è che potrebbe aiutarci in modo un po’ più scientifico nel tentativo di perdere quei chili indesiderati. Le più moderne teorie sull’alimentazione portano finalmente non più a considerare gli alimenti sulla base delle loro calorie potenziali ma sulla base della loro capacità a stimolare l’immagazzinamento dei grassi… in pratica sulla loro capacità a stimolare la produzione di insulina. L’insulinaè quel famigerato ormone la cui mancanza provoca il diabete. Infatti tutti i diabetici veri sono magri e consunti (non vi confondete con il diabete grasso, in cui c’è l’insulina ma non è sufficiente dato l’eccesso di grasso accumulato).
Un dato è certo: più insulina c’è più in presenza di cibo si immagazzinano grassi. Se l’iperinsulinismo siacausa o conseguenza dell’obesità è ancora da accertare … ma poco importa per gli effetti finali: più insulina più grasso.Ed ecco che su questa base ci spieghiamo un po’ di quella domanda che ci siamo sempre posta…” ma come fa Maria a mangiare a crepapelle e rimanere magra ed a me ingrassa solo l’odore..? Ebbene Maria assorbe poco del cibo che ingurgita perché produce meno insulina di me e quindi immagazzina poco degli alimenti che mangia.

Ed allora cosa fare? In attesa che si possa intervenire sul gene che condiziona la produzione di insulina possiamo solo scegliere quei cibi che ne facciano rilasciare il meno possibile. È questa la grande novità: una dieta basata sul cosiddetto IG cioè sull’Indice Glicemico cioè sulla capacità dei cibi a far produrre insulina tramite l’aumento della glicemia.
E qui se ne vedono delle belle !!! Potevate immaginare che una barretta di cioccolata ha un indice glicemico (IG) meno elevato di una carota? Che le fave sono più ingrassanti della marmellata … eppure è così. Lo scopo di questo nostro articolo non vuole essere quello di consigliarvi il modo migliore per farvi mettere un succinto bikini la prossima estate quindi non commetteremo l’errore di consigliarvi diete per il prossimo futuro. Però un consiglio possiamo darvelo: lasciate perdere le chimere delle pubblicità quotidiane … recatevi da un medico nutrizionista,da un endocrinologo serio,da uno specialista collaudato in scienza dell’alimentazione. Egli conosce bene queste nuove teorie e vi saprà guidare nell’impostazione di una alimentazionesana efficace … e forse piacevole.

Diverso è se siete obesi. L’obesità è cosa seria.
Se avete un BMI superiore a 40 avete bisogno di grandi specialisti e centri specializzati.Allora le diete saranno la cosa minore da mettere in campo. Le armi passeranno attraverso terapiemaggiori, chirurgia bariatrica nutrizione parenterale bilanciata, rieducazione psichiatrica etc. in un concertotra vari specialisti che si cimenteranno in una battaglia seria contro uno status patologico spesso senza speranza.Un BMI superiore a 40 significa ad esempio per una persona alta 170 cm avere un peso superiore a 100 kg. Non possiamo sfuggire al desiderio di pubblicare una tabella basata sull’indice glicemico dei cibi IG ma seguite il consiglio precedente. Evitate il “fai da te”. È evidente che meno è alto l’indice meno è “ingrassante” l’alimento ma non lasciatevi indurre in tentazioni.

Da soli potreste escludere alimenti necessari alla vostra salute. E su questa ultima notazione devo spendere una parola sull’ultimo grido in fatto di dimagrimento. Il sondino naso gastrico.Forse avrete notato qualche persona in giro per le grandi città con un piccolo tubicino che fuoriesce dalnaso!!!!!! L’aspetto è di solito caratterizzato da un atteggiamento generale profondamente triste!In scienza e coscienza vi prego di evitare un tale supplizio!!Forse dimagrirete,ma li riprenderete tutti … e di più. Inoltre ingurgiterete nutrienti attraverso il sondino che vi manderanno in chetosi cioè in acetone. La macchina umana ha nei carboidrati (praticamente gli zuccheri) la benzina necessaria a produrre l’energia necessaria alla sopravvivenza attraverso un meccanismo metabolico (ciclo di Krebs) devoto a produrre la citata energia.

Se mancano questi l’organismo entra in uno stato d’allarme e comincia a produrre gli zuccheri dalle proteine ed addirittura dai grassi producendo scorie (i corpi chetonici) praticamentetossici per l’organismo. Questo è quello che avviene nelle diete chetogeniche (dissociate,iperproteiche,a zona,etc). Per un breve periodo forse se siete in buona salute ne potete uscire senza danni…ma ne siete sicuri di non avere un diabete latente o una nefropatiao una epatopatia silente…? Le normali indagini non svelano tali tipi di patologie.

Ma poi val la pena per mettere un costume di alcuni anni prima ricorrere a tali mezzi?? Se siete in soprappeso mangiate di meno,andate da un serio nutrizionista che vi darà una dieta equilibrata e voi … fatela!!! Se siete obesi purtroppo il discorso cambia ma allora dovete mettervi veramente nelle mani di specialisti di elevato livello i quali ingaggeranno una battaglia contro uno “status” patologico vicino all’incurabilità ed utilizzeranno mezzi moderni come la chirurgia bariatricae/o terapia maggiori. (Per obesità si intende un BMI superiore a 32).
Se invece vi vuole mettere il sondino portategli questo articolo. Se è in grado di smentirlo con argomenti scientifici …. mettetevelo!!!

BMI: Tabella di riferimento

INDICE GLICEMICO DEGLI ALIMENTI

Tutti i valori riportati sono basati su circa 80 studi presi dalla letteratura scientifica internazionale. Molti cibi sono stati eliminati dalla lista originale, perché riportavano molti alimenti non reperibili in Italia. Per comodità, sono stati messi in ordine crescente di valore. In questa lista il pane bianco è l’alimento di riferimento ed ha quindi un valore pari a 100.
Questo perché è un cibo tipico ed è più vicino alla realtà quotidiana rispetto al classico glucosio, che viene usato solo in studi scientifici. Per calcolare l’IG rispetto al glucosio basta moltiplicarlo per 0,73.

Prof. Franco Fraioli (Da un lavoro di Bruscia Nobile)

Il Prof. Franco Fraioli collabora con il Centro di Eccellenza per la Cura dell’Obesità del Rome American Hospital.

 

 

 


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